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Biagio Coppa 
 
Provenendo da una tradizionale famiglia di musicisti, la sua formazione di base non poteva che essere classica. Solo successivamente, per appagare il suo innato istinto e smodato senso della ''variazione'', si è completamente immerso nell' alveo della Musica Improvvisata, privilegiando in particolare il JAZZ che rappresenta lo sviluppo più completo e moderno.
Da qui la scelta di suonare il Sax: strumento di perfetta ed ancestrale sintesi del suo modo di sentire ed esprimere la musica.
I suoi riferimenti sono stati soprattutto i sassofonisti contemporanei come David Liebman, Steve Lacey, Joe Lovano , Steve Coleman, Ornette Coleman, Wayne Shorter, Jhon Zorn, Tim Berne, Ned Rothemberg , Greg Osby, John Butcher ecc
La sua esperienza musicale è stata, in sintesi, molto varia: dalle collaborazioni a progetti di musica contemporanea con i Maestri Albert Mayer e Giuseppe Chiari, alla sempre più frequente gestione di progetti personali con la collaborazione di Chrisian Calcagnile, Paolino Della Porta, Mauro Grossi, Carlo Pedrini, Alessandro Fabbri, Walter Donatiello, Giulio Capiozzo , Santino Carcano, Massimo Manzi, Giovanni Tommaso, Francesco Di Lenge , Luigi Ranghino , Attilio Zanchi , Tito Mangialajo, Fernando Faraò, Arrigo Cappelletti, John Riley, Drew Gress, Ralph Alessi, Matt Mitchell, Shane Endesley, Tom Rainey ecc.
Negli ultimi anni ha concentrato la sua attenzione sulle tecniche moderne di espressione e composizione legate allo sviluppo delle Musiche Improvvisate di derivazione Afro-Americana.
In particolar modo ha studiato la possibile evoluzione della proposta musicale di Steve Coleman legata al movimento M-Base; l'estensione ed applicazione del concetto di Armolodia di Ornette Coleman, l'organizzazione e lo sviluppo del ''Materiale Sonoro'' nelle cosiddette ''forme aperte'' contemporanee, le conseguenze di un compiuto ''Approccio Cromatico'' nella creazione di un linguaggio improvvisato.Ha inoltre attribuito enorme importanza all’influenza che oggi può avere, sulla costruzione di un linguaggio personale, la musica Contemporanea (con riferimenti particolari a Shoenberg, Weber, Kagel, Feldman ma anche Cage ed altri): il suo tentativo è, infatti, quello di inserire all’interno dell’approccio afro-americano l’esperienza più creativa del novecento europeo o più in generale occidentale: dodecafonia, serialità, musica aleatoria, ecc..
Ultimamente si è dedicato ad approfondire le tecniche di direzione d’orchestra contemporanea, come quella del “sound painting”secondo gli insegnamenti di Walter Tomphson.
Il progetto più recente è “Anastomosi project”, il cui repertorio si basa su brani originali scritti ed arrangiati da Biagio Coppa, e si avvale della collaborazione di alcuni degli esponenti dell’avanguardia dell’area downtown Newyorkese: Drew Gress, Ralph Alessi, Matt Mitchell e Shane Endesley. Il risultato di questa prima esperienza collaborativa è stata la registrazione, nel marzo del 2005, a New York, dell’opera “Anastomosi”, il cui lavoro discografico è stato pubblicato in maggio del 2006 dalla ABEAT Records (ABJZ 040).

Dal 2000 Biagio Coppa è, inoltre, Direttore Artistico dei progetti musicali e culturali portati avanti dalla “Fligth Band” di San Donato Milanese , Associazione Culturale molto attiva nel campo della musica jazz e nella realizzazione di eventi che, partendo dalla musica, propongono rassegne di respiro culturale più ampio: “Rhapsody in Blue” di Gershwin per pianoforte e orchestra jazz, “Quadri sonori” dall’Opera Quadri di un’esposizione di M.Musorgskij, “Birth of the cool” - il Jazz nell’America degli anni 50 di Miles Davis, “Poesia in forma di….musica” - frammenti di poesie di Pasolini accompagnate da composizioni di musiche originali e parti improvvisative con la tecnica del “sound painting”, “Suono e segno” Spettacolo performance di musica jazz e arti visive, “Una storia senza punto finale” improvvisazione dal vivo sul video relativo alla storia della dittatura argentina degli anni 70 e 80 e<

Since 1996 he turned his attention to any kinds of improvised music based on afro-american idiomatic expressions.
Especially he digs the music of M-base and Steve Coleman; he really studied a way to use Ornette Coleman’s “Harmolodic” concept as creative reconstruction of western music theory and practice; he beliefs in the importance and necessity of logical analysis of the musical experience to get the better of musical mainstream, so he moves toward a deeper understanding of ancient and recent musical structure and “Architecture”; also he is involved to develop an accomplished chromatic and twelve tone-tonality approach in musical composition and improvisation.
Moreover he considers essential, these days, to have an experience about materials and techniques of “Twentieth-Century Music” (Schonberg, Weber, Kagel, Feldman,Cage,Bolouez etc..), to build a peculiar musical language and create your own contemporary personal “sound”.

Since 1997 he is Artistic and Project Director of “Flight Band”, a non profit corporation dedicated to the teaching of and evolution of creative music.

All along he is actively involved in many “synaestesia“ project mostly concerning video and theatre performances.

As orchestra leader and conductor he uses the “Sound Painting” technique, the art of live composition, by Walter Thompson.

His musical experience was extremely varied, in short, and he has been fortunate enough to tour, perform and record with some of extraordinary musicians like: Ralph Alessi,
Drew Gress, Shane Endesly, Matt Mitchell,Tom Rainey, John Riley, Chris Lightcap, Mark Farber, Albert Mayer, Giuseppe Chiari, Giulio Capiozzo, Mauro Grossi, Massimo Manzi, Giovanni Tommaso, Attilio Zanchi and many more.

His latest Projects are:
- “ANASTOMOSI PROJECT “with Ralph Alessi,Drew Gress, Shane Endesly, Matt Mitchell, an original project based on the attempt to make Afro-American avant-garde coexist with the European avant-garde, certainly among his main musical aim.
- C.O.D Trio"WE WILL ROCK YOU--WE WILL JAZZ YOU" with Gabriele Orsi (gtr) and Francesco Di Lenge (dr), the basic idea of the project is to “re-build” the musical background of some of the melodies which characterised the “classic rock” (Police, Led Zeppelin, Pink Floyd, Doors, Nirvana and more) imagining alternatives situations and scenarios .
 
   


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