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ARTIST'S INFO
Roberto Ottaviano 
 
Roberto Ottaviano (compositore, sassofonista, didatta) ha fatto il suo debutto discografico come leader nel 1983 con "Aspects" per la Tactus Records, presentando un ensemble forte di personalità come Giancarlo Schiaffini, Paolo Fresu e Carlo Actis Dato ed un lavoro tra scrittura ed improvvisazione già maturo ed avanzato per la produzione musicale italiana presente in quel periodo.
Da allora viene considerato unanimemente, per scelte, progettualità e distacco dalle mode, come una fra le voci europee più significative, anche se di certo un po’ scomodo ed imprevedibile 'outsider', ponendosi inevitabilmente all'attenzione di musicisti e critica internazionale grazie ad una diecina di CD's a suo nome, una quarantina in collaborazione con altre formazioni e la partecipazione a numerosi festivals in Europa, Stati Uniti, America Latina, Asia ed Africa.
Nato a Bari il 21 Dicembre 1957, si appassiona ben presto a tutta la musica e ne diventa un fanatico divoratore. Sentendo forte l'esigenza di cominciare a produrre personalmente quei suoni e quelle visioni che tanto lo appassionano comincia a studiare a 14 anni la batteria ed il flauto come autodidatta, passando successivamente al clarinetto che studia per cinque anni con Antonio Di Maso presso il Conservatorio N.Piccinni di Bari.
Ma è il saxofono che in realtà lo interessa e quindi inizia il suo apprendistato come autodidatta facendo tesoro dei consigli di alcuni maestri di Banda e, alla vecchia maniera, cercando di carpire dai dischi delle sue prime fonti di ispirazione, Lester Young e John Coltrane, l'importanza del suono, degli accenti e della creatività.
Grazie al fortuito incontro con Steve Lacy, suo modello e mentore, ne approfondirà sistematicamente lo studio in particolar modo sul soprano, nel periodo '80-'86 tra Parigi e l'Italia.
Contemporaneamente a Perugia con il grande virtuoso classico Federico Mondelci metterà a punto una preparazione tecnica per così dire 'pura' partendo dalla tradizionale scuola francese che lo porterà a conseguire il Diploma nel 1984.
Tra la fine degli anni '70 e la prima parte degli '80 frequenterà inoltre alcuni stages con Evan Parker e con Jimmy Giuffre.
Per l'armonia e la composizione classica studia con Walter Boncompagni e frequenta alcuni corsi tenuti da Giacomo Manzoni e Luigi Nono.
In occasione di alcuni soggiorni statunitensi studierà invece armonia, arrangiamento e composizione jazz con Ran Blake, Bill Russo, e George Russell frequentando con quest'ultimo anche un Workshop di una settimana in Austria.
Nonostante la sua città in quegli anni non offrisse che pochissime occasioni per entrare in contatto con la musica nera, Ottaviano compirà le sue prime esperienze Jazzistiche all'interno di una big band locale che ospiterà periodicamente alcuni illustri musicisti di passaggio tra i quali Buck Clayton, Ernie Wilkins, Benny Bailey, Sal Nistico e grazie ai quali avrà modo di entrare nel vivo delle questioni dell'improvvisazione, riprendendole poi in seno ad un altro organico orchestrale, la Mitteleuropa Orchestra di Andrea Centazzo in cui vi militavano fra gli altri Gianluigi Trovesi, Radu Malfatti e Carlos Zingaro.
Sebbene l'evoluzione musicale di Ottaviano, di cui più volte è stata evidenziata la vena fortemente lirica ed italiana è certamente legata alla grande storia afroamericana, tuttavia egli ha sempre cercato come compositore ed improvvisatore di adattarvi una chiave di lettura personale ed avere un rapporto dialettico con questa tradizione estetica e filosofica credendo fermamente che uno dei suoi insegnamenti principali debba essere per tutti quello di portarvi un contributo individuale.
Per questa ragione egli ha sempre cercato di evidenziare, senza forzature, il collegamento con la propria cultura europea, le varie possibilità di integrazione tra scrittura ed improvvisazione e l'assimilazione di tutti quegli elementi derivati dalle esperienze fatte in altri contesti culturali dal teatro alla danza al cinema alla poesia alle arti figurative.
Dal '79 è quindi alla costante ricerca di una sua precisa fisionomia musicale dando performances solistiche, un tipo di espressione mai abbandonata, in spazi anche molto atipici come i musei, i siti industriali dismessi, le carceri ed i centri psichiatrici, e collaborando con alcuni fra i più importanti musicisti americani, europei ed extraoccidentali, molto vari per stile e concezione ma ugualmente spinti dalla stessa aspirazione inventiva.
Alcuni fra questi: Dizzy Gillespie, Art Farmer, Mal Waldron, Albert Mangelsdorff, Chet Baker, Enrico Rava, Georg Grawe, Franz Koglmann, Barre Phillips, Keith Tippett, Giorgio Gaslini, Steve Swallow, Irene Schweizer, Kenny Wheeler, Ran Blake, Henry Texier, Paul Bley, Aldo Romano, Myra Melford, Tony Oxley, Misha Mengelberg, Han Bennink, Francis Bebey, Trilok Gurtu, Lamina Kontè, il gruppo coreano "SaMulNoRi" , il "Singing Drums" di Pierre Favre.
Come freelance e come leader ha modo di fare tournée in varie parti del mondo comparendo in alcuni fra i più significativi festivals e rassegne tra cui L'Hamburg Jazz Festival, Freiburg Jazztages, Bombay e New Delhi Jazz Yatra, Arco Arts Festival de Madrid, FMP Berlin Total Music Meeting, Wien Opus 3, Belga Jazz Festival, Red Sea Israeli Festival, Chicago Jazz Festival, Oslo, Donaueschingen Musiktages, Mexico City Festival, Taktlos Athens Festival, Parigi, Berliner Jazztages, Willisau Jazzfestival, ecc.
Nel Giugno 2000 realizza inoltre un importante scambio musicale con alcuni musicisti africani in Senegal e Cameroun, esibendosi anche alla Maison De La Culture "Douta Sek" di Dakar con i musicisti dell'Orchestre Nationale.
La sua presenza discografica è documentata da etichette come la Red, Splasc(h), Soul Note, Hat Art, Intakt, ECM, DIW, ed inoltre realizza diverse colonne sonore ed ambientazioni musicali collaborando con artisti quali Nam June Paik, Joseph Beuys, Biagio Caldarelli, Teri Weikel, Raimond Depardon.
Il suo talento è stato più volte premiato attraverso i referendum delle riviste: Jazz 360 degrees (Svizzera), Cadence (USA), Musica e Dischi e Musica Jazz (Italia).
Come didatta ha tenuto clinics e seminari a Woodstock N.Y., nei conservatori di Mexico City, Vienna e Groningen, ed in libere istituzioni ad Urbino, Cagliari, Firenze, Siracusa, Roma.
E' autore del libro "Il sax: lo strumento, la storia, i protagonisti" F.Muzzio editore. Padova e dal 1989 è titolare della cattedra di Musica Jazz presso il Conservatorio N.Piccinni di Bari.
 
   


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