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Bill Carrothers 
 
Oggi Bill Carrothers è considerato uno tra i pianisti più affascinanti e originali del panorama jazzistico internazionale. Dopo Brad Mehldau, ecco un altro grande astro del pianoforte che rimodella soprattutto le ballad con un languore e un incanto degni del Bill Evans migliore.
La musica di Carrothers conquista per una brillante sintesi di swing e lirismo e per la varietà di ispirazioni in cui il pianista si confronta tanto con il passato del jazz che con i repertori più disparati della tradizione americana. Nella sua attività, di fianco a a brani originali e standard del jazz, tra classici dell'era dello swing e del be bop, Carrothers ha trovato stimoli anche nelle canzoni dei tempi della Guerra Civile Americana, come dimostra uno dei suoi dischi più originali, The Blues And The Greys ˆ Music Of Civil War, registrato in solitudine nel '97 o il recentissimo “Armistice 1918”.
Nato nel 1964 a Minneapolis, Carrothers ha studiato piano fin dall’età di cinque anni Nella città natale ha modo di accompagnare solisti del calibro di Charlie Rouse, James Moody, Curtis Fuller, Billy Higgins. Nel 1988 si trasferisce a New York e comincia a frequentare i più importanti jazzclub. Di rilievo la sua collaborazione con Gary Peacock. Con il suo trio si fa conoscere al Village Gate e alla Knitting Factory. Il suo stile combina la predilezione per le ballad – quelle di Frank Sinatra specialmente – con il modernismo derivato da Bill Evans. Carrothers si evolve però ben presto, affrancandosi dai modelli storici. Lo ascoltiamo anche a fianco di Dave Douglas (“Moving Portrait”), Drew Gress (“Heyday”) e Scott Colley (“Subliminal”). Ma è con il piano-trio (“After Hours”, il recente “Swing Sing Songs”) e a fianco di Bill Stewart che le qualità di Carrothers si evidenziano appieno.
A dispetto di una solida preparazione tecnica il pianismo di Bill Carrothers è caratterizzato da un solismo delicato e lirico, sempre funzionale ad una narrazione avvincente, ricca di sfumature e chiaroscuri.
Bill Carrothers è già molto popolare, oltre che negli Stati Uniti, in Nord Europa, in Francia ed in Germania, dove i suoi dischi hanno ricevuto i riconoscimenti più prestigiosi (Grand Prix de l’Academie Charles Cros nel 2004, il francese Diapason d’Or nel 2000, il tedesco Schallplatten Preis) e numerosi apprezzamenti che lo hanno posto in vetta alle classifiche specializzate della critica francese, tra cui nel 2005 una nomination al premio “Les Victoires de la Musique”.


Bill Carrothers has been a professional pianist for over 20 years. He has played many venues throughout the U.S. and Europe including the Village Gate, Knitting Factory, Birdland, Blues Alley, New Morning (Paris), the Audi Jazz Festival in Brussels, the Nevers Jazz Festival (where he shared the bill with Abbey Lincoln), the Montreal Jazz Festival, Jazz Middelheim, and the Marciac Festival in France. In October of 2000, Mr. Carrothers headlined the prestigious Rising Star Tour throughout Germany, Austria, and Switzerland. He has been a leader on fourteen recordings, all of which have received critical acclaim. His sideman credits have included some of the greatest names in jazz, including Joe Beck, Scott Colley, Buddy DeFranco, Dave Douglas, Curtis Fuller, Eric Gravatt, Drew Gress, Tim Hagans, Billy Higgins, Lee Konitz, James Moody, Matt “Guitar” Murphy, Gary Peacock, Dewey Redman, Charlie Rouse, James Spaulding, Bill Stewart, Ira Sullivan, Toots Thielemans, Mark Turner, and Benny Wallace.
Awards: Armistice 1918 - Charles Cros Award - 2004; Bill Carrothers - Duets with Bill Stewart: Winner of the French Diapason d'Or de l'annee; Winner of a German Schallplatten Preis; A Top 10 disc of 1999 in Jazzman Magazine; After Hours: Top 10 Disc of 1999 (Jazz Magazine); The Language of Crows: Top 10 Disc of 1999 (Jazz Magazine).
 
   


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