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Antonio Marangolo 
 
Antonio Marangolo è nato ad Acireale nel 1949 e ha lasciato la Sicilia a vent’anni con il suo quartetto rock trasferendosi a Roma.
Lì con i GROG, gruppo di cui era front-man e voce solista, ha ottenuto subito un contratto con la RCA e ha partecipato a tutti i grandi eventi (Festival pop a Villa Pamphili e delle Terme di Caracalla) della capitale, suonando al “Piper”, al “Titan” e in tutti i clubs più frequentati e famosi.
FLEA on THE HONEY divenne il nuovo nome del gruppo in quel periodo. Il gruppo pubblica un LP nel ’70 per la Catoca-RCA. Per la Fonit Cetra nel 1972 esce l’LP “Topi o uomini”.

Inizia nel ’72 lo studio sistematico del pianoforte e smette di cantare.
Il quartetto, con Carlo Pennisi, Elio Volpini ed il fratello Agostino Marangolo, prende la direzione del jazz-rock e registra un album dal nome “Etna” nel 1975 (Catoca).
Nello stesso anno il quartetto si scioglie e Antonio torna in Sicilia rimanendovi un anno intero a studiare saxofono. Dal ’76 all’80 Marangolo suona con l’orchestra di night-club di Gianni Davoli, praticamente tutti i giorni dalle 22 alle 4 del mattino. In quel periodo lavora anche come session-man nei migliori studi di Roma per svariati artisti e inizia la sua collaborazione con i GOBLIN, da esterno, entrando successivamente nel gruppo, e scrivendo colonne sonore (“Contamination”, “Saint’ Helene”, “Notturno” – tutti e tre Lp Cinevox- etc.). Ha partecipato anche alle colonne sonore di Profondo Rosso, Suspiria e Zombie.

LP inedito del 1980 con i Goblin, “Donna Mara”.
Sempre nell’80 lascia il night-club e va in tournèe con Ivano Fossati. Entra nell’orchestra di Ornella Vanoni rimanendovi fino all’83 e rientrandovi successivamente dal ’91 al ’93.
Nell’82 inizia la su lunga collaborazione con Paolo Conte e si esibirà con lui come solista di spicco nei migliori teatri e locali del mondo (Olympia, Blue Note a New York, Teatro Le Carrè ad Amsterdam etc.). Con la sua direzione artistica Conte realizza album storici come “Concerti”, “Aguaplano”, “Paolo Conte live” e “Paolo Conte”.
Nel 1986 realizza per la CGD un LP con Mimmo Turone al pianoforte “Duo”.
Altro inedito “sovrano” con A. Tavolazzi, E. Bandini, A. Allione, Ag. Marangolo, M. Turone. M. Marchelli.

Nel 1994 realizza “Afa” con A. Allione, E. Bandini e A. Mella, per StudiottantaFortuna Records.
Dal ’90 al ’94 arrangia i primi tre album di Vinicio Capossela: “All’una e trentacinque circa”, “Modì” e “Camera a sud”. Arrangia anche per Miriam Makeba, Francesco Baccini, I Funambolici Vargas, Sergio Endrigo, Caterina Caselli. Dal 1993 fa parte del gruppo storico di Francesco Guccini.
Arrangia Banda Elastica Pellizza (vincitori targa Premio Tenco Miglior Opera Prima 2008) e Piero Sidoti con “Genteinattesa” (vincitore targa Miglior Opera Prima Premio Tenco 2010).
Parallelamente alle sue frequentazioni nel mondo della migliore canzone d’autore, Marangolo segue una sua via al jazz e ad altri tipi di musica molto originale e sempre costruita su proprie composizioni – depositati più di mille pezzi alla SIAE.
Con il fratello Agostino forma la MARANGOLO MUSIC MACHINE (cd “Day by day”) e in seguito la MARANGOLO ETNOLOGY (cd “Avant le desert”).
Fonda il MARANGOLO QUARTETTO ORIZZONTALE con Mirco Marchelli, Luciano Girardengo e Peppe Consolmagno e scrive le musiche per “Cammin leggendo” di Vittorio Gassman.
Con la stessa formazione si esibisce con enorme successo al Festival de jazz de Montreal.
Nel 1999 realizza un album in duo con il percussionista Consolmagno, dal titolo “Kalungumachine”, e un altro cd di jazz con Ares Tavolazzi, Zlatko Kaucic e David Boato (“Quartetto Orizzontale 1 ”).
Con i Fratelli Mancuso registra e arrangia “Bellamaria” con grande successo di critica, sempre nel 1999.
Nel suo periodo bolognese suona con Jimmy Villotti, con Teo Ciavarella e col Gruppo Kalenda do Sol e con l’Original Quartet con Moris Fabbri, Tiziano Barbieri e Vittorio Volpe.

Nel 2000 autoproducono, ma resta inedito “Astolfo sulla luna” con R. Bartoli, Z. Kaucic, Achille Succi e Marco Tamburini.
Altro inedito del 2002 “troppo tardi cugina” con archi, Giradengo, Barbierato e la figlia Lucia.
E’ solista ospite con la Dams Jazz Orchestra dell’Università di Bologna.
Nel 2004 fonda la SEBASTIAN COLEMAN GALLERY con Roberto Manuzzi, Roberto Bartoli e Flavio Piscopo, un quartetto che suona fughe a tre voci con ritmi latini di sua composizione. Cd per Setteottavi “Sebastian Coleman Gallery”.
Altro inedito “Quartetto Orizzontale Jazz 2” con Boato, Tavolazzi e Kaucic.
Lungo è il suo sodalizio con il chitarrista Juan Carlos Flaco Biondini, con cui ha realizzato il cd “Desde el Alma”.
Altrettanto lungo quello con Armando Corsi, chitarrista storico e di rilievo, con cui sta realizzando un prossimo cd.
Altro inedito del 2009, un’opera “Astolfo sulla luna”.
Si esibisce da anni anche in trio con Ares Tavolazzi ed Ellade Bandini, con i quali ha realizzato il suo ultimo lavoro, “Nostos”.
Il suo saxofono si può sentire anche nei dischi dei Goblin, Paolo Conte, Vinicio Capossela, Orenlla Vanoni, Sergio Endrigo, Miriam Makeba, Antonello Venditti, Ivano Fossati, Stefania Rotolo, sergio Caputo, Armando Corsi, Francesco Guccini e altri.
Ha pubblicato quattro romanzi per A&B editrice: “Il cavaliere Politi”, “Il barone du Vallon” , “Complice lo specchio” e “Il circo Moreno”.
E’ in uscita una sua opera composta da racconto e cd “Il saxofono ben temperato” per lo stesso editore.
Ha pubblicato un cd del Marangolo Quartetto Orizzontale (Marchelli, Girardengo, Consolmagno) corredato da un racconto di Sandro Cappelletto, “Come sto bene qui”.
Fonda nel 2010 il gruppo ANTONIO MARANGOLO REVOLUTION con Lele Barbieri alla batteria e Felice Del Gaudio al contrabbasso, realizzando una musica onnicomprensiva, in cui lo vediamo impegnato anche al pianoforte, oltre che al vibrafono, al sax baritono, tenore e soprano e alle percussioni. Altre formazioni anche con Teo Ciavarella, pianista.
Intensa, anche se quasi sconosciuta la sua produzione pittorica.
Parla correntemente il proboliviano, lingua inventata da suo zio, il compositore e pittore Francesco Pennisi.

 
   


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