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C4 Abjz 139
Il bolero come terapia
  David Riondino & Open world jazz quartet

   
Distributed by IRD
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With:
Fausto Beccalossi : fisarmonica
Carlos Buschini : acoustic bass, doublebass
Francesco D'Auria : drums, percussion
Claudio Farinone : guitar
David Riondino : vox, translations
 
 
 
  David Riondino, artista a tutto tondo, impegnato sul versante teatrale, televisivo, radiofonico e chi piu ne ha più ne metta, qui è protagonista di un progetto discografico di grande impatto, coaudiuvato da grandi musicisti. Un repertorio che pesca nel bacino del Sudamerica e principalmente a Cuba canzoni scritte tra gli anni trenta e il cinquanta, melodie e liriche spesso immortali ma raramente tradotte in italian. Riondino ha operato le traduzioni in Italiano cercando di riproporli il più letterali possibile, ma senza negarsi il piacere di un adattamento. Musicisti straordinari, con un organico per tre quarti europeo e per un quarto americano, a dimostrare che l’Europa parla (o perlomeno suona) ancora latino. Principalmente Boleros, ma anche incursioni nel Tango e nella canzone d’autore italiana.
Cura negli arrangiamenti, intensità espressiva, il piacere di riassaporare celebri canzoni riproposte in una chiave sorprendente per piacevolezza e eleganza nello stesso tempo.

Dalle linee di copertina :
“ Nel lontano 1995, nella bella Avana, per qualche caso del destino recitavo una piccola parte in un film di Sergio Cabrera, regista colombiano. Il film era tratto da una storia di Alvaro Mutis: “Ilona viene con la pioggia”. Nel cast, c’era uno straordinario attore e scrittore nonché buon rappresentante di quell’elegante scintillìo che sostiene l’esprit Latino Americano, a nome Humberto Dorado. Devo a costui molte fondamentali intuizioni sull’arte e la vita in genere, tutte purtroppo dimenticate appena passato l’effetto del rum consumato nelle lunghe attese tra una scena e l’altra, spesso sotto infiniti rovesci di pioggia tropicale, al riparo delle nostre conversazioni in diroccate e bellissime case del Vedado. Inventammo diversi movimenti artistici tipicamente latini (il Platanismo per esempio, ma non ricordo più cosa avesse a che fare con le banane) e uno di quei giorni Humberto mi suggerì l’idea che da il titolo a questo disco. E cioè mi disse che a suo parere il Bolero era una forma di psicoterapia popolare, adatta alla immensa platea poco alfabetizzata dell’America centrale e meridionale. E che quindi il Bolerista che si presentava nelle sale da concerto Cilene, Boliviane, Messicane, Cubane degli anni tra il 1930 e il 1960, soprattutto quelle periferiche, o di borghi di provincia, portava con sé un repertorio di casi clinici, un catalogo di incidenti d’amore, più o meno come uno psicoterapeuta di oggi. L’intuizione di Dorado diventò poi, a duemila già iniziato, una serie di puntate per la Radio Svizzera: “Il Bolero come terapia” era appunto il titolo della serie. In ogni puntata venivano commentati i casi clinici proposti da quattro Boleros, uno dei quali veniva tradotto in italiano e cantato dal sottoscritto, mentre a suonare chitarra e violoncello erano Claudio Farinone e Paolo Damiani. Le canzoni che furono tradotte allora sono qui riproposte in veste più elaborata, ma è ragionevole ricordare dove e come è nato e cresciuto questo progetto”. David Riondino
 
   
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