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C4 abjz 174
Lingosphere
  Lingomania

   
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With:
Furio Di Castri : doublebass
Giovanni Falzone : trumpet, live electronics
Umberto Fiorentino : el. guitar
Roberto Gatto : drums
Maurizio Giammarco : tenor sax
 
 
 
  Disco disponibile nei migliori negozi a partire da settembre. Il cd è al momento acquistabile solo su questo sito.

Nella storia del jazz nazionale, Lingomania si affermò come la band di riferimento degli anni Ottanta, come il Perigeo nei Settanta. Anche se musicalmente diversi, entrambi i gruppi riuscirono a elaborare i fermenti crossover delle rispettive epoche in uno stile personale, nell'intento di superare la mera cerchia degli appassionati di jazz attraverso l'idea, mutuata dal rock, di unire le convergenze creative di cinque eccellenti musicisti in un progetto comune e originale.
Riunitisi nel 2016 a trent'anni dal loro esordio discografico - nel 1986 Riverberi, uscito per la Gala di Luciano Linzi, segnò una svolta nell'allora corrente produzione nazionale - i protagonisti di quella prima stagione, con l'aggiunta di Giovanni Falzone, hanno deciso di rimettersi in cammino e rinverdire i fasti di un nome prestigioso e di un'esperienza a cui tutti loro sono molto legati.
Passate le celebrazioni, Lingomania licenzia oggi Lingosphere, un nuovo lavoro discografico prodotto dalla Abeat Records di Mario Caccia, che rappresenta l'anello di congiunzione ideale fra presente e passato. Se il nuovo repertorio è ancora il frutto del lavoro di Giammarco e Fiorentino, il cui inconfondibile stile narrativo è garanzia di continuità, il risultato complessivo è soprattutto il prodotto delle più disparate esperienze musicali accumulate dai cinque musicisti in trent'anni di carriera individuale, spesso a fianco di colleghi di livello internazionale. Fra le novità, il disco contiene anche un brano scritto all'epoca (un'epoca di furiosa produzione) e mai registrato: uno di tanti inediti rimasti in un cassetto ancora pieno di sorprese.
Questo gruppo "che della sintesi dei linguaggi faceva il vessillo di un jazz straordinariamente moderno, consapevole, e pienamente proiettato in un futuro prossimo" (dalla post-fazione alla Nuova Storia del Jazz di Alyn Shipton, di Vincenzo Martorella) continua il suo percorso, con rinnovato entusiasmo, verso nuovi orizzonti musicali.

Lingomania fu votato miglior gruppo italiano nei referendum di Musica Jazz del 1984-85-87, e Guitar Club 1988-89.

"Dopo tre anni passati a rastrellar premi e lusinghieri riconoscimenti ufficiali di “miglior gruppo jazz nazionale”, il 1986 è stato per Lingomania l’anno della consacrazione discografica: Riverberi è stato infatti tra gli album italiani più riusciti (e più venduti) dell’annata." (Gianfranco Salvatore - Audio Review 1987)

"Maurizio Giammarco with his quintet Lingomania has succeeded in creating in Italy the same jazz miracle that Miles Davis did in the 80s, by making people accept the idea of compatibility of acoustic and electric instruments, jazz and funk and swing and rock rhythms. Thanks to the jazz side of his discourse, Lingomania has been elected Best Italian Group two years running by the italian jazz critics, who are among the most conservative in Europe, in the Musica Jazz Magazine poll".
(Wire Magazine-1987)

"Ed ecco invece cinque musicisti al meglio delle proprie possibilità, al di là della tecnica e degli effetti. Cinque voci che cantano con naturalezza e fluidità, nonostante la notevole complessità delle composizioni. E, certo, cinque cuori che pulsano all’unisono… Insomma se nella musica d’oggi non ci sono più correnti e tendenze, se ad attrarre, per stile e autorevolezza, son solo le singole proposte, eccone una destinata ad imporsi: la proposta Lingomania…" (Maurizio Favot, Il Mucchio Selvaggio – dicembre 1987)
 
   
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